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software on-line DVR

software on-line DVR

Benchè il termine ultimo per mettersi in regola con il documento di Valutazione dei Rischi aziendali sia ufficialmente scaduto lo scorso 31 maggio per le aziende che occupano fino a 10 dipendenti, FepropeCLAAI sottolinea come sia comunque opportuno e necessario per le imprese che non vi abbiano ancora provveduto adeguarsi al più presto. In agguato, sanzioni amministrative pesanti e rischi di natura penale. 

Le aziende che fino ad ora non hanno potuto realizzare il DVR, sono comunque ancora in tempo per “sanare” la situazione: in qualunque caso, anche se tardivo, è un documento che è necessario avere. Per le aziende artigiane/commerciali, sono previste procedure standardizzate, in altre parole semplificate. Si tratta di un modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei  rischi aziendali e il suo aggiornamento, per individuare le misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma atto a garantire il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza. Devono utilizzare questo tipo di procedure le i datori di lavoro di attività che impiegano fino a 10 lavoratori; quelli di aziende fino a 50 lavoratori possono scegliere quale modello usare.

La FEPROPECLAAI è in grado di affiancare l’imprenditore per la redazione del DVR, inoltre, la FEPROPECLAAI, in collaborazione con ALPIT ha promosso un software on-line per la creazione e la redazione assistita del DVR standardizzato proponendo dei template per codice attività.

per maggiori informazioni non esitate a contattare i nostri uffici al 0823216513 oppure al  info@fepropec.it    (rif. Giuseppe Di Donato)

                           clicca sull’immagine sottostante per scaricare una breve descrizione del software 

  

 

 

 

 

 

 

Cosa sono le procedure standardizzate?
Sono il modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei  rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti:
- descrizione sintetica dell’impresa e delle lavorazioni aziendali e l’identificazione delle mansioni;
- individuazione dei pericoli per il lavoratore;
- svolgimento della “vera e propria” valutazione dei rischi secondo quanto emerge dall’analisi di cui al punto che precede;
- individuazione delle misure e del programma di miglioramento aziendale tese a garantire le condizioni di sicurezza e prevenzione.
Chi deve o può utilizzare le procedure standardizzate?
I datori di lavoro di attività che impiegano fino a 10 lavoratori, quelli di aziende fino a 50 lavoratori possono scegliere di effettuare la valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate.


I vantaggi?
I vantaggi sono:
- la necessità di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza e la loro eliminazione dei rischi o riduzione;
- la possibilità di programmare le opportune misure per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza, con priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali;
- il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria), l’informazione, la formazione e l’addestramento adeguato per i lavoratori, nonché la loro partecipazione e consultazione nelle fasi di valutazione dei rischi;
- la possibilità di adottare le opportune misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di emergenza antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato e l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
- avere una regolare manutenzione di ambienti, attrezzature ed impianti.

Cosa può accadere se il titolare di un’azienda non redige il Dvr?
Sono previste pene e sanzioni a seconda che si tratti di omessa redazione, incompleta redazione e incompleta redazione con omessa indicazione sulla relazione della valutazione di tutti i rischi, l`individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza ed adeguata formazione. L’ammenda può arrivare fino a 6.400 euro.

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